Ossessione - Stephen King
Pubblicato sotto lo pseudonimo di Richard Bachman nel 1977 Ossessione è un romanzo secco e duro, breve e tagliente come lo è la storia di Charlie Decker, un liceale che un giorno prende la pistola, entra a scuola, uccide due insegnanti e prende in ostaggio la sua classe. Bang. Così.
Vi ricorderà qualcosa credo: come minimo due o tre fatti analoghi accaduti negli Stati Uniti negli ultimi trent’anni, in uno dei quali il libro fu addirittura trovato nell’armadietto dell’omicida. Da qui la decisione di King di ritirarlo dalla pubblicazione e la fama da libro “maledetto” che accompagna tuttora il romanzo.
Ora non so quanto effettivamente sia la vita ad imitare l’arte o viceversa in questo caso, ma posso dire che Ossessione è un romanzo che va letto. Tutta la prima parte è un proiettile dritto nello stomaco del lettore, i pensieri di Charlie, la sua storia, le sue motivazioni, tutto è raccontato con forza narrativa e agghiacciante credibilità.
La seconda parte poi si trasforma in maniera molto interessante in un dialogo da una parte fra Charlie e l’esterno, la Polizia, le autorità scolastiche, ma soprattutto dall’altra con i ragazzi nell’aula e con le loro storie personali che mano a mano, in una specie di surreale terapia di gruppo, vengono a galla fino all’inaspettata catarsi finale. In qualche modo in questa parte del racconto si perde un po’ dell’eccezionale potenza della prima metà ma l’esperienza di lettura rimane una di quelle che lasciano il segno.
Si trova anche senza svenarsi, con un po’ di pazienza, oppure anche in biblioteca, insomma fate voi ma recuperatelo, magari con un Pinot grigio e freddo… che come direbbe il nostro amico Charlie Decker, “sicuramente batte l’algebra, no?”